28/07/2025 Cinema, religione e formazione: uno sguardo integrato tra educazione e diritto

Dal 4 al 9 novembre 2025 si terrà a Roma la XXIX edizione del Tertio Millennio Film Fest, promosso dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Il tema scelto per quest’anno, “Nel nome di chi?”, intende interrogare le strumentalizzazioni del riferimento religioso nei contesti contemporanei — dalle guerre identitarie alle derive fondamentaliste — con particolare attenzione all’educazione delle giovani generazioni.

All’interno della manifestazione si colloca il progetto Tertio Lab – Giovani Sguardi, Fragili Realtà, sviluppato in collaborazione con gli Uffici CEI (UNESU, IRC, UNEDI). Rivolto agli studenti delle classi IV e V delle scuole secondarie di secondo grado, il laboratorio propone un doppio percorso: al mattino la visione guidata di cortometraggi con i registi, al pomeriggio incontri sul dialogo interreligioso e la cittadinanza attiva. Il linguaggio cinematografico diventa così un veicolo educativo per esplorare identità, relazioni, verità e felicità nella società pluralista.

Il contributo scientifico: Le religioni al cinema di Antonio Fuccillo

Ad arricchire il contesto teorico e istituzionale in cui si muove il Festival, si segnala la recente pubblicazione del volume Le religioni al cinema. Dalla censura alla classificazione (Merita Edizioni, 2024) https://meritaeditore.com/antonio-fuccillo-le-religioni-al-cinema-dalla-censura-alla-classificazione/ a cura del prof. Antonio Fuccillio, Professore ordinario di Diritto ecclesiastico e interculturale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”

Il libro propone un’ampia ricognizione giuridica, comparatistica e normativa sul rapporto tra libertà artistica e tutela del sentimento religioso. Come evidenziato nella prefazione, il cinema, definito la “settima arte”, trasmette emozioni e valori ma può anche urtare la sensibilità delle coscienze, in particolare quando incontra il sacro Il superamento della censura in favore di un sistema di classificazione per età e contenuti sensibili (oggi privo però di un’indicazione specifica per blasfemia e odio religioso) apre una nuova sfida giuridica: quella di bilanciare libertà espressiva e protezione dei diritti confessionali.

Attraverso l’analisi di normative nazionali e internazionali, giurisprudenze rilevanti e disposizioni confessionali sul cinema, il volume si configura come strumento di lavoro per giuristi, educatori, legislatori e operatori culturali. Uno dei suoi meriti principali è quello di portare alla luce un vuoto di regolazione nel sistema attuale, che non distingue chiaramente tra rappresentazione dissacrante e incitamento all’odio religioso.